venerdì 20 luglio 2018

Da oggi al 22 luglio Casole d'Elsa diventa "Borgo Nero"


L’Associazione “CasoleEventi”
con il patrocinio del Comune di Casole d’Elsa (Siena) presenta l’edizione zero di“ Borgo Nero”
teatro all’aperto per indagare l’oscurità, il mistero e i suoi dintorni



Centro storico di Casole D’Elsa (Siena) / 20 – 21 – 22 luglio 2018
Ideazione di Luciana Calamassi

A Casole D’Elsa si indaga i meandri dell’oscurità e i suoi dintorni
Va in scena “Borgo Nero”
Una grande proposta di teatro all’aperto incorniciata da 2000 metri quadrati di stoffa nera


Duemila metri quadrati di stoffa nera avvolgeranno il centro storico di Casole D’Elsa (Siena) per incorniciare l’edizione zero di “Borgo Nero”. La grande proposta di teatro all’aperto che il paese toscano ospita dal 20 al 22 luglio 2018, per tre sere, dalle 19,30 alle 24.


Una inedita idea di spettacolo che indagherà i meandri dell’oscurità, il mistero e i suoi dintorni con una serie di azioni sceniche che saranno una vera e propria incursione tra le pieghe di credenze popolari, timori e grandi sorprese oltre il buio. Da una idea di Luciana Calamassi e a cura dell’Associazione “CasoleEventi”. Quella che firma e produce anche “Praesepivm”. Con il patrocinio del Comune.
Il pubblico si troverà al centro di un luogo arcano, tra rappresentazioni noir, singolari magie e rocambolesche azioni circensi. Gli spettatori non saranno obbligati a stare a sedere, ma si potranno muovere e decidere da che punto di vista vogliono seguire i tanti momenti in scaletta.
Al centro di “Borgo Nero” ci sarà lo spettacolo di teatro di strada “Zoé” Il principio della vita del Piccolo Nuovo Teatro. Una rappresentazione con trampoli, fuoco, musica ed effetti pirotecnici che si svolgerà in Piazza della Libertà. Questo sarà il gran finale di un percorso teatrale che partirà dal Palazzo Comunale svolgendosi su più palcoscenici naturali offerti dalla geometria del centro storico di Casole. Ad illuminare i passi del pubblico ci saranno tante candele, unica guida verso una probabile via della luce. Ma questo sarà tutto da scoprire.
Un viaggio nell’oscurità che sarà accompagnato anche da “Kalofen” con i propri spettacoli itineranti, dai personaggi inediti del Minotauro e della Mietitrice, da Gli Inquisitori, dalla Compagnia Teatrale “Campana” e dai danzatori di Dance Group 2000.
Zoé sarà la protagonista indiscussa di una serata piena di sipari che si aprono e si chiudono di continuo. Si tratta di una bella fanciulla che si muove su un cavallo bianco. L’apparenza può ingannare, perché viene additata come strega e fattucchiera. Riuscirà a percorrere le vie del paese passando attraverso l'oscurità dei luoghi. Incontrerà creature mostruose fino ad arrivare al compimento di una danza macabra intorno al cimitero delle anime perdute. Sarà l’incontro ravvicinato con la morte, anticamera del rogo su cui lei stessa morirà.
Lo spettacolo “Zoé”, ovvero “Vita” in greco antico, sarà il momento clou di “Borgo Nero”. Uno spazio scenico che si pone alla fine della oscura strada che attraversa tutte le componenti dell’articolata rappresentazione. Una sorta di risoluzione, forse, ai tanti misteri che accompagneranno il pubblico in questo lungo percorso. Un copione basato sul rapporto tra l’uomo e la natura, realizzato attraverso scene poetiche, alternate però a momenti d’intensa drammaticità, in linea con lo spirito noir di “Borgo Nero”. Il tutto, messo in scena come spettacolo di teatro di strada con trampoli attraverso l’uso di costumi di scena, fuoco, luci ed effetti pirotecnici. In un mondo in cui le lotte etniche e culturali sembrano sopraffarci provocando un vortice di follia generale, la Compagnia ha sentito forte l’esigenza di raccontare un sentimento capace di contrastarle: l’amore. L’amore di una madre per sua figlia, l’amore di una dea per le sue creature, l’amore di un dio per una fanciulla destinata a far prosperare l’umanità. Un intreccio di amori che proverà a trarre tutti in salvo fuori dal buio ponendo al centro di tutto un’origine fondamentale per tutti: la vita e la sua essenza.
Istruzioni per un buon uso di “Borgo Nero”
Biglietto di ingresso: intero 10 euro, bambini sotto 6 anni gratis, bambini dai 6 a 12 anni 5 euro.
Sito web: www.casoleventi.it - Numero telefonico per informazioni: 3398596854 - E-mail: casoleventi@libero.it
Prevendita: ufficio turistico Casole d'Elsa uff_turistico@casole.it, telefono 0577948705
Biglietteria all'ingresso aperta da mezz'ora prima dell'apertura dei cancelli - Parcheggi: gratuiti


Nicoletta Curradi 

venerdì 6 luglio 2018

Prosegue la 6/a edizione di Orizzonti Verticali a San Gimignano


Continua con successo tra le torri di San Gimignano l'edizione 2018 si Orizzonti Verticali, che sta riservando al pubblico molte interessanti sorprese.

Il 5 luglio, terza giornata  si è tenuto nel cortile del Palazzo Comunale l'incontro quotidiano basato sul confronto generazionale. Il tema era la danza Futurista in Italia e la presentazione del Progetto RIC.CI  danze, voci, suoni del Futurismo italiano. 
Hanno partecipato Silvana Barbarini, coreografa, Emanuele De Checco, direttore del coro. 

 Ha coordinato Silvia Coggiola
nell'ambito del progetto RIC.CI - Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni 80/90, ideato e diretto da Marinella Guatterini.  



I componenti del corpo di ballo hanno raccontato le loro impressioni e difficoltà nel mettere in scena lo spettacolo Uccidiamo il chiaro di luna, messo in scena nelle tre piazze principali di San Gimignano., Cisterna, Duomo, Erbe. 



Le maggiori difficoltà si sono presentate nel meccanizzarsi nel gesto e nel ritmo. Il corpo diventa macchina. E' stato un lavoro di forza precisione energia, ma è stato bello starci dentro. Le prime prove hanno messo in corpo la necessità di adeguarsi alla regolarità. Il corpo si è aperto di più verso l'esterno, verso il pubblico. Lo spettacolo è uscito dall'ambito scolastico ed è stato prodotto in varie occasioni.


Queste danze hanno debuttato
alla Scuola Paolo Grassi, nel 1997, per l’allora Atelier e oggi Corso di Teatrodanza.

Silvana Barbarini è stata allieva di Giannina Censi, l’unica danzatrice futurista scoperta da Filippo Tommaso Marinetti, quando, appena sedicenne, danzava i versi del poeta comasco Escodamè e del “parolibero” Gioia e nel 1931 la Sinfonia aerea del compositore Pick Mangiagalli. In lei – ex ballerina sulle punte, stanca dell’Accademia – Marinetti intravvide subito l’ideale corpo della sua Danza dell’aviatrice, uno dei tre mini-balletti inseriti nel Manifesto della danza futurista (1917).
Nel novembre 1931, durante l’inaugurazione della Mostra di aeropittura e scenografia futurista alla Galleria Lino Pesaro di Milano, la Censi si esibì in un alluminico costume “balneare futurista”, firmato da Enrico Prampolini, mentre, dietro le quinte Marinetti declamava il suo A mille metri su Adrianopoli bombardata e Serie di seconde parti di immagini aviatorie. Fu uno shock per il pubblico e per la critica che reagirono lanciando ortaggi e improperi, e l’aerodanza, idea originalissima del Futurismo, non ebbe seguito se non nel 1979 allorché la Barbarini, con Alessandra Manari (altra giovanissima allieva della Censi) decisero di ricomporre liberamente l’esperienza della loro insegnante, sotto i suoi occhi vigili. Nacque un evento importante nella storia della danza contemporanea italiana: SiioVlummia-Torrente. Da allora una serie di nuovi spettacoli neofuturisti, ispirati a materiali storici di poeti, artisti visivi e musicisti del movimento marinettiano, furono allestiti ancora dalla Barbarini.


Venerdì 6 luglio per la quarta giornata del festival diretto da Tuccio Guicciardini e Patrizia de Bari è in programma per la danza Opus Ballet e Compagnia Giardino Chiuso che debuttano in prima nazionale con lo studio breve di “Protopinocchio”, per la drammaturgia di Tuccio Guicciardini e la coreografia di Patrizia de Bari (ore 22.30, Piazza S. Agostino). Per il teatro Valentina Banci in scena con “MedeAssolo. S-concert” da Seneca (ore 21, Rocca di Montestaffoli). Luca Scarlini, ospite fisso del festival, propone in questa edizione una performance dal titolo “La logica dell’equilibrio. Un racconto per Filippino Lippi alla Pinacoteca di San Gimignano” (18.30, Pinacoteca Comunale, Piazza Duomo). Nel pomeriggio si terrà un nuovo incontro tra artisti, operatori culturali, critici e pubblico del ciclo “Generazioni a confronto” (ore 17, Cortile del Palazzo Comunale, Piazza Duomo)
Alle 17 (cortile del Palazzo Comunale, Piazza Duomo) si terrà il terzo degli incontri dal titolo “Generazioni a confronto”, condotto dal critico Emilio Nigro.
Alle 18.30 (Pinacoteca Comunale, Piazza Duomo) Luca Scarlini, ospite fisso di OV, presenta la sua perfomance dal titolo “La logica dell’equilibrio. Un racconto per Filippino Lippi alla Pinacoteca di San Gimignano”. Scarlini, saggista, drammaturgo e storyteller in scena, ha accompagnato, con i suoi racconti inediti, il pubblico delle varie edizioni del Festival Orizzonti Verticali in un coinvolgente viaggio alla scoperta degli artisti che, nel corso dei secoli, hanno contribuito con le loro opere alla ricchezza del patrimonio artistico e culturale della città turrita (Maurits Cornelis Escher, Benozzo Gozzoli, Memmo di Filippuccio, Giovanni Antonio Bazzi). Creazione originale di e con Luca Scarlini, coproduzione Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali, Fondazione Fabbrica Europa.
Ale 21 (Rocca di Montestaffoli) Valentina Banci presenta lo spettacolo teatrale “MedeAssolo s-concert”, una creazione originale da Seneca, con Valentina Banci, traduzione Paolo Magelli, musiche Arturo Annecchino, in collaborazione con BAM Teatro. MedeAssolo ci racconta in forma di concerto lo s-concert(o) di una donna invasa dalle voci di dentro, in cerca di una pace che è ormai impossibile da raggiungere, tormentata come è dai fantasmi del passato.


Nicoletta Curradi

Foto di Fabrizio Del Bimbo