giovedì 22 novembre 2018

Firenze capitale dell'Artigianato 2019






Dalla candidatura a città creativa UNESCO alla nuova mostra internazionale dell’artigianato completamente rivoluzionata ed estesa anche al centro storico
Firenze diventerà il luogo dell’artigianato di qualità con la candidatura a Città creativa UNESCO e una Mostra Internazionale dell’Artigianato completamente rinnovata che, ispirandosi alle celebri edizioni degli anni Cinquanta e Sessanta, punterà tutto su un perfetto mix fra storia e nuove tendenze.
Di questo si è parlato stamani mattina in Sala d'Arme a Palazzo Vecchio alla conferenza stampa con l'assessora allo Sviluppo Economico del Comune di Firenze Cecilia Del Re, il presidente di Firenze Fiera, Leonardo Bassilichi, in diretta skype, il prof.Giuseppe Lotti del Dipartimento di Architettura e Design dell'Università di Firenze, Tamara Ermini e Gabriele Maselli.

«Firenze e il vero artigianato sono da sempre legati indissolubilmente, per questo abbiamo la fortuna di avere professionisti che con innovazione e creatività producono lavorazioni artistiche uniche. Firenze Fiera, con la nuova Mostra, da quest’anno rappresenta una piattaforma per rilanciare lo sviluppo del bello e fatto a mano. Lo possiamo fare perché siamo nella città giusta che, per retaggio e vocazione, tornerà a essere il centro italiano e internazionale di queste lavorazioni», ha detto il presidente di Firenze Fiera, Leonardo Bassilichi.
«Abbiamo lavorato con Firenze Fiera e tutto il mondo dell’artigianato fiorentino per rilanciare e riposizionare la Mostra dell’artigianato», ha aggiunto l’assessora allo Sviluppo economico e turismo del Comune di Firenze, Cecilia Del Re. «Per questo, abbiamo deciso di presentare la nuova edizione della mostra insieme al lavoro fatto per la candidatura di Firenze a Città creativa Unesco per l’artigianato. Un lavoro di squadra, portato avanti con l’Università di Firenze e lo stesso mondo dell’artigianato. Crediamo che questi due lavori debbano andare di pari passo: il rilancio della fiera e la “Mostra in città” saranno parte dell’insieme di progetti con i quali presenteremo Firenze per arrivare a questo importante riconoscimento», ha sottolineato l’assessora Del Re.
Sei progetti per diventare Città creativa UNESCO 2019
La candidatura di Firenze a Città creativa Unesco, portata avanti dall’assessorato allo Sviluppo economico del Comune di Firenze con il dipartimento Dida della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, punta a valorizzare le competenze artigiane del territorio e promuovere, su scala internazionale, l’artigianato fiorentino. In totale sono sei le idee progettuali elaborate, corredate da un piano finanziario, che prevedono la creazione di una ‘casa delle eccellenze’ nel centro storico per esporre e vendere i prodotti degli artigiani fiorentini, uno sportello di assistenza per le nuove imprese artigiane, ma anche l’Erasmus degli artigiani, la realizzazione di una mappa e di un archivio digitali delle realtà attive sul territorio metropolitano e la creazione di una rete turistica diffusa lungo i luoghi dell'artigianato.
I progetti, già condivisi con i comuni della Città metropolitana, sono sviluppati da sei gruppi di studenti selezionati dalle cinque scuole legate alla creatività presenti in città: Ied, Isia, Polimoda, Università di Firenze e Accademia di belle arti. La candidatura coinvolge inoltre le associazioni, gli organismi e i soggetti legati al settore dell'artigianato nel territorio fiorentino. Sono circa 50 i soggetti che hanno partecipato attivamente agli incontri e agli otto tavoli tematici che si sono svolti a partire dall’aprile scorso per l’individuazione delle sei linee progettuali da proporre per il bando 2019. 
Una Mostra che cambia e punta tutto sull’eccellenza
Nei 55mila metri quadri espositivi dell’83esima edizione della Mostra Internazionale dell’Artigianato, MIDA2019, ci sarà spazio esclusivamente per 600 aziende, molte delle quali per la prima volta in fiera, selezionate in base a principi di alta artigianalità e innovazione delle lavorazioni. Inoltre, la durata della manifestazione alla Fortezza da Basso passerà da dodici a otto giorni: dal 24 aprile al primo maggio.
Queste trasformazioni creano una nuova piattaforma e servono per garantire la qualità degli espositori, in linea con la politica industriale del territorio indirizzata da Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Regione Toscana e dal conseguente nuovo piano strategico di Firenze Fiera. Un passaggio indispensabile anche per attrarre un pubblico più qualificato e internazionale.
Per tutti gli espositori delle precedenti edizioni che non troveranno spazio all’interno della mostra, Firenze Fiera attiverà una serie di convenzioni per il riposizionamento in eventi e manifestazioni sul territorio, come per esempio la fiera di Scandicci e la Biennale enogastronomica.
Dentro la Fortezza caratterizzata da un allestimento contemporaneo, sostenibile e dal forte impatto scenico, per la prima volta non ci sarà una nazione ospite, ma ospiti saranno le eccellenze artigiane di Firenze e della Toscana, anche in omaggio alle creazioni di Leonardo Da Vinci, a 500 anni dalla morte. Fra le tante novità, la valorizzazione del su misura e delle lavorazioni dal vivo, lo spazio riservato all’artigianato digitale e ai maker, attività didattiche, gli incontri con i protagonisti dell’artigianato e del design.
Inoltre, ci sarà il progetto “Del mestiere di Leonardo: immaginare, progettare e realizzare il futuro”, che sonda nuovi modelli di sviluppo in parallelo fra artigiani e designer, a cura di Fondazione Architetti Firenze e Fondazione Giovanni Michelucci.
Fuori dalla Fortezza, la mostra continueràin città con manifatture aperte, installazioni ed eventi nelle piazze. L’edizione 2019 diventerà ancora più social coinvolgendo blogger e gli stessi artigiani digitali che saranno i veri protagonisti di una nuova community. 
La partnership con destinationflorence.com, il portale ufficiale per la promozione e commercializzazione dell'offerta culturale e turistica di Firenze, consentirà azioni mirate di promozione rivolte a turisti italiani e internazionali, anche con offerte che includeranno visite ai principali musei e alle attrazioni della città. Inoltre, la mostra sarà promossa fra gli operatori del settore con eventi calendarizzati B2B e B2C.
A garanzia del lavoro di reinvenzione e riposizionamento della fiera è stato costituito un Comitato scientifico composto da esperti di settore. Ne fanno parte: Andrea Aleardi (direttore della Fondazione Michelucci), Jean Blanchaert (gallerista di arti applicate), Carlo Francini (responsabile UNESCO per il Comune di Firenze), Elisa Guidi (direttrice di Artex), Maria Pilar Lebole (responsabile di OMA, Osservatorio mestieri d’arte), Alberto Nespoli e Domenico Rocca (architetti d’interni di EligoStudio e ambasciatori di wellmade). Coordina il comitato scientifico Massimo Torrigiani (curatore e fondatore dell’agenzia creativa Boiler).

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 27 settembre 2018

Smart green power run in Toscana, alla scoperta dell'energia del futuro



Viaggiare a bordo di un’auto elettrica significa pensare al futuro, oltre il semplice concetto di mobilità. Entrare, da protagonisti, a far parte di un ecosistema virtuoso in cui il valore della sostenibilità realizza il suo significato più pieno. In questo contesto è altrettanto importante la consapevolezza di una filiera 100% green, a partire dalla produzione di energia. Ed è per questo che smart ed Enel X sono di nuovo in viaggio insieme per scoprire la natura e l’origine dell’energia del futuro. Una "green power run" lungo le strade della Toscana, passando per alcuni dei principali impianti di Enel Green Power, la società del Gruppo elettrico che si occupa di produzione di energia da fonti rinnovabili. Una ‘long-run’  che ha toccato San Casciano Val di Pesa, Larderello, Pontedera- melia Laghi, Piano della Rocca e Barga, per vivere la mobilità elettrica oltre i confini urbani, di cui si fa ambasciatrice la nuova smart EQ fortwo. Sempre carica e scattante, grazie al nuovo caricatore di bordo da 22 kW, in grado di ricaricare la batteria in meno di un’ora.
Parte dai confini del capoluogo toscano la ‘smart green power run’, un viaggio a bordo della nuova smart EQ fortwo, alla scoperta dell’energia pulita che nasce negli impianti di Enel Green Power, leader globale nella produzione di energia da fonti rinnovabili.
”Poter ricaricare completamente la nostra smart in meno di un’ora grazie al nuovo caricatore di bordo da 22kW, potendo contare su una rete sempre accessibile e ben distribuita sul territorio, ci permette di vivere a pieno i valori della mobilità a zero emissioni, anche fuori dai confini della città” afferma Maurizio Zaccaria, smart & innovative sales Senior Manager Italia.“Questa nuova iniziativa, realizzata insieme ad Enel X, sottolinea ancora una volta l’importanza di fare sistema, integrando prodotto e servizi con l’obiettivo di realizzare un modello vincente per la mobilità sostenibile”.
“Il nostro obiettivo è quello di favorire la vita di chi guida un’auto elettrica e di eliminare la Range anxiety, ossia la paura di restare a secco di energia – ha dichiarato Lucio Tropea, Responsabile Marketing e-Mobility di Enel X. “Per questo motivo abbiamo lanciato le Intelligent Charging Solutions, un ecosistema di prodotti studiati in base alle diverse esigenze dei piloti di e-car; si va dalla JuiceBox, la nuova stazione di ricarica privata che è possibile installare nel box auto, passando per la JuicePole ossia la colonnina pubblica per la ricarica su strada, fino ad arrivare alla JuiceLamp che integra l’illuminazione pubblica a LED con la presa per fare il pieno di energia. Tutte le nostre soluzioni sono chiavi in mano, connesse, scalabili e modulabili a seconda delle necessità di privati, aziende e pubblica amministrazione”.
Con smart EQ fortwo l'ingresso nel mondo della mobilità sostenibile diventa ancora più coinvogente. La Regina delle citycar in versione 100% elettrica combina l'agilità e il fun driving tipico di smart con una guida a zero emissioni locali: l'ideale per la mobilità urbana. Una ricarica completa della batteria assicura, infatti, un'autonomia pari a circa 160 km. Il caricabatterie di bordo consente di ricaricare velocemente smart EQ fortwo, smart EQ fortwo cabrio e smart EQ forfour, anche dalla presa elettrica domestica a una velocità doppia rispetto al modello precedente.
Grazie al motore elettrico da 60 kW (82 CV) la smart elettrica sviluppa subito una coppia di ben 160 Nm e raggiunge una velocità massima di 130 km/h, limitata elettronicamente a vantaggio dell'autonomia.
La batteria ha una capacità di 17,6 kWh ed è collocata sotto il pianale della vettura tra i due assi, in posizione poco ingombrante, sicura e vantaggiosa per il baricentro del veicolo. L'accumulatore è composto da 96 celle piatte la cui chimica è stata migliorata rispetto alla versione precedente. La batteria è garantita per otto anni o 100.000 chilometri.
Tutte le smart a trazione elettrica dispongono, di serie, di un caricabatterie di bordo da 4,6 kW, che permette di ricaricare una batteria scarica in meno di 3,5 ore alla wallbox e in meno di sei ore alla presa elettrica domestica (in entrambi i casi portando il livello di carica dal 10 all'80%). L'app “smart control” consente di monitorare la ricarica da remoto e attivare molte funzioni, come la ricarica intelligente.
Per velocizzare ulteriormente le operazioni di ricarica è oggi disponibile a richiesta anche  il caricabatterie rapido da 22 kW, che permette di ricaricare smart EQ fortwo (consumo di corrente con caricabatterie di bordo da 22 kW e funzione di ricarica rapida nel ciclo combinato: 14,5-13,9 kWh/100 km; emissioni di CO2 ciclo combinato: 0 g/km), smart EQ fortwo cabrio (consumo di corrente ciclo combinato: 14,6-13,9 kWh/100 km; emissioni di CO2 ciclo combinato: 0 g/km) e smart EQ forfour (consumo di corrente ciclo combinato: 15,3-14,5 kWh/100 km; emissioni di CO2 ciclo combinato: 0 g/km) in tempi nettamente più brevi, ossia in meno di 40 minuti (10-80%) ove possibile una modalità di ricarica trifase.
Enel si è impegnata in un piano quinquennale di installazioni di infrastrutture di ricarica nel nostro paese: 14.000 colonnine entro il 2022 per un investimento complessivo fino a 300 milioni di euro. Il piano Enel prevede una copertura capillare in tutte le regioni italiane attraverso l’installazione di stazioni di ricarica a 22kW (quick), stazioni a 50kW (fast), stazioni fino a 350kW (ultrafast).
Ulteriori informazioni su: www.smart-ready-to.it, media.mercedes-benz.it e smart.com

Nicoletta Curradi 

mercoledì 12 settembre 2018

God is Green... e vive alle Cascine, festival sostenibile di fine estate



Dal 15 al 22 settembre nell’ambito dell’Estate Fiorentina si tiene
"God is Green… e vive alle Cascine", il festival di fine estate della Manifattura Tabacchi sostenibile e aperto al quartiere. L'evento è stato presentato al Soul Kitchen di Via dei Benci a Firenze da Tommaso Sacchi e Michelangelo Giombini.


Performance artistiche, cene collettive, “degustazioni imparziali”, green design market, dj set, circo contemporaneo, street food, biciclettate nel verde (anche in inglese), laboratori per bambini e workshop per progettare nuovi modelli di comunità.
Due weekend da vivere con tutta la famiglia sull’onda delle buone pratiche green
Le buone pratiche green? Possono essere anche leggere e divertenti. A scommetterci è la Manifattura Tabacchi, riattivata in occasione dell’Estate Fiorentina 2018 come nuova piazza del quadrante Puccini-Cascine, che lancia “God is Green…e vive alle Cascine”, festival di fine stagione in due weekend (15-16 e 20-22 settembre), per coinvolgere il quartiere e ringraziarlo dell’estate trascorsa insieme, un’occasione per parlare di come si costruisce un luogo pubblico da vivere giorno e notte in un dialogo aperto sul verde e la città.
Sono questi due, infatti, i temi emersi dall’operazione di ascolto lanciata da Manifattura Tabacchi all’inizio dell’estate, distribuendo migliaia di cartoline: 3mila quelle che sono state compilate con le aspettative del quartiere per la Manifattura stessa. Primi tra tutti spazi verdi e luoghi di aggregazione. Nasce così il festival – rigorosamente a ingresso libero - che ha come filo conduttore le pratiche che possiamo attuare facilmente nella vita quotidiana nei confronti del nostro pianeta. In occasione del festival saranno costruite alcune arnie che saranno poi installate sul tetto della Manifattura, destinate alla produzione autonoma di miele, che proseguirà durante la fase di recupero del complesso. Le api – 50mila per la precisione - saranno protagoniste inoltre dell’installazione artistica ARNIA, a cura di Andrea Cavallari, ospitata nei sotterranei e visitabile dal 15 al 22.
Sul tetto si salirà anche per la conferenza spettacolo “Una playlist per alieni” (giovedì 20), mentre la piazza dell’Orologio ospiterà lo spettacolo Botanica (sabato 15), numerosi dj set (anche in chiave Silent Disco, per coniugare il divertimento alla vivibilità), esibizioni a cura di Cirk Fantastik (20, 21 e 22) e infine una cena di quartiere, durante il quale ognuno sarà libero di portarsi il cibo da casa modello pic nic o di rifornirsi ai food truck presenti (sabato 22). In programma anche talk in tema green, un mercatino di oggetti di design basati sul riuso e il meeting degli Impact Hub europei, che – a partire dall’esperienza dei coworking delle 34 città coinvolte – proverà a stilare un decalogo dei “mai più senza” per fare comunità.
Durante il primo weekend (15 -16) sarà possibile partecipare a un percorso interattivo sull’economia circolare grazie alla collaborazione di Mokarico, Funghi Espresso e Ortobioattivo, per veder trasformare il proprio caffè in qualcosa di nuovo; prendere parte alle “degustazioni imparziali” con Degustibus, per scovare le differenze tra prodotti bio e industriali; fare la spesa al market bio e ristorarsi con lo street food contadino.
“Per noi è importante non chiudersi dentro la Manifattura durante l’operazione di rinascita ma riattivarla fin da subito, riportando la vita in questo luogo. – dichiara Michelangelo Giombini, head of product development Manifattura Tabacchi - Abbiamo attivato per questo una serie di attività tra cui collaborazione con Impact Hub e residenze d’artista. God is Green si inserisce in questo progetto, che vuole ascoltare il quartiere e offrire un servizio ai cittadini nell’ottica di una condivisione degli spazi e degli intenti”.
“Questa manifestazione – dichiara Tommaso Sacchi, curatore artistico dell’Estate Fiorentina – rilegge la Manifattura Tabacchi come un ingresso per il parco delle Cascine, un gradito fuori programma per questa Estate Fiorentina 2018 durante la quale la Manifattura è risorta grazie a una programmazione di festival in grado di riportare le persone in luoghi per tanto tempo dismessi e chiusi alla città”.
Nel dettaglio si comincia sabato 15 settembre alle ore 17 con il talk “Dare to be green. Sfide e sogni di chi fa impresa in rapporto con la natura”, con Elena Ianeselli (Circular Wool | Lottozero / textile laboratories), Antonio Giovanni (Funghi Espresso), Tommaso Cecchi de Rossi (Cecchi de Rossi),  Gregory Eve (greenApes), Giovanni Petrini (Ortobioattivo). Allo stesso orario prenderà il via il laboratorio “Che aria tira?”, per l’autocostruzione di centraline per il monitoraggio della qualità dell'aria, seguito dal workshop con Cecchi de Rossi e Meme, che unisce il designer e una barman attorno ai valori del 100% toscano, 100% naturale. Il mondo vegetale sarà invece protagonista la sera, con lo spettacolo Botanica, produzione originale del gruppo Deproducers, già noto per le sonorizzazioni della natura, con il professore Stefano Mancuso, fondatore della Neurobiologia Vegetale (ore 21.30). La serata prosegue con il dj set di Biga il Climatico dalle ore 23.
Domenica 16 settembre al via i laboratori per bambini a cura dell’Associazione Culturale Fantulin (dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18), mentre durante la giornata sarà possibile partecipare anche a un laboratorio di stampa cartoline con metodo serigrafico manuale, grazie a Ink P (ore 11-13), a workshop di riuso creativo con Lottozero (ore 14-17.30) e di origami con carte di recupero con Arual Dem (anche per adulti, dalle 18 alle 19.30).  Nel pomeriggio si terrà invece il talk “Bee Alive. Arte, miele e filosofia: le api della Manifattura”, con Stefano Pignatelli, apicoltore e membro di Arpat Apicoltura, l’associazione degli apicoltori toscani che ha lo scopo di assicurare lo sviluppo dell'apicoltura, valorizzarne i prodotti e salvaguardare gli ambienti, l’artista Andrea Cavallari, Marino Rosso, Professore di Filosofia del Linguaggio Ordinario. Alle ore 18 è prevista l’inaugurazione di Arnia, installazione dell’artista e compositore Andrea Cavallari, che ammalierà gli avventori con un suono continuo, strepitoso e frastornante al contempo: è il suono intensificato di 50mila api contenute in un cubo di cristallo. Una installazione ancor più affascinante se si pensa che il ronzio degli insetti è capace di portare a stati mistici: vi è stata infatti individuata la frequenza di 432 Hz, ovvero la nota La, che sta alla base di tutto il sistema musicale occidentale e che richiama il classico suono primordiale AUM (Om). Una nota che permetterebbe prima la purificazione interiore e poi di entrare in sintonia con l’universo.
Alle ore 21 lo show di Don Pasta, per il New York Times “uno dei più inventivi attivisti del cibo”, con il suo Cooking Dj Set. Daniele De Michele, in arte Don Pasta, sul palco usa vinili e pentole, mixer e minipimer per frullare musica e vellutate: la consolle e il piano da cucina si fondono, in un incredibile mix tra storia della musica e cultura del cibo. Una performance multimediale speziata di funk, soul e reggae, da gustare con tutti e cinque i sensi. Segue alle ore 22.30 il dj set di Andrea Mi.  
Il secondo capitolo di “God is Green… e vive alle Cascine” si apre giovedì 20 con pedalate collettive alla scoperta del quartiere, anche in lingua inglese (ore 19), per tornare in Manifattura alle ore 21 con “the Big Up show”, spettacolo a cura di Simone Romanò (Cirk Fantastik). Alle 22.30 si sale sul tetto per “Una playlist per gli Alieni”. Alle ore 22.30 si balla in silenzio con la Silent Disco.

Le pedalate collettive e gli spettacoli, così come la Silent Disco, replicano venerdì 21 e sabato 22. Venerdì 21 alle ore 21 il Cirk Fantastik porterà in scena lo spettacolo “Bus Stop” della compagnia Five Quartet Trio, mentre sabato 22 sarà la volta di “Ego Domina” di Magda XS, sempre alle ore 21.
Nel pomeriggio di sabato 22, con il supporto di Avventura Urbana, i cittadini del quartiere sono invitati ad un incontro pubblico nel quale, seguendo poche e semplici regole, lavoreranno un intero pomeriggio, divisi in tavoli di lavoro alla costruzione di una lista di proposte, suggerimenti e osservazioni relative ai due temi emersi come prioritari durante la fase di ascolto, gli spazi verdi e i luoghi di aggregazione.

La chiusura del festival è affidata alla cena di quartiere, sabato alle 20.30, pensata come un grande evento aperto ai residenti della zona e a chi ama frequentarla: un momento di condivisione per mangiare insieme piatti cucinati a casa propria o acquistati in loco dai food truck a disposizione sulla piazza dell’Orologio, incoronata ufficialmente come una delle nuove piazze del quartiere. Info e prenotazioni online sul sito eventi.manifatturatabacchi.com

Nicoletta Curradi 

venerdì 20 luglio 2018

Da oggi al 22 luglio Casole d'Elsa diventa "Borgo Nero"


L’Associazione “CasoleEventi”
con il patrocinio del Comune di Casole d’Elsa (Siena) presenta l’edizione zero di“ Borgo Nero”
teatro all’aperto per indagare l’oscurità, il mistero e i suoi dintorni



Centro storico di Casole D’Elsa (Siena) / 20 – 21 – 22 luglio 2018
Ideazione di Luciana Calamassi

A Casole D’Elsa si indaga i meandri dell’oscurità e i suoi dintorni
Va in scena “Borgo Nero”
Una grande proposta di teatro all’aperto incorniciata da 2000 metri quadrati di stoffa nera


Duemila metri quadrati di stoffa nera avvolgeranno il centro storico di Casole D’Elsa (Siena) per incorniciare l’edizione zero di “Borgo Nero”. La grande proposta di teatro all’aperto che il paese toscano ospita dal 20 al 22 luglio 2018, per tre sere, dalle 19,30 alle 24.


Una inedita idea di spettacolo che indagherà i meandri dell’oscurità, il mistero e i suoi dintorni con una serie di azioni sceniche che saranno una vera e propria incursione tra le pieghe di credenze popolari, timori e grandi sorprese oltre il buio. Da una idea di Luciana Calamassi e a cura dell’Associazione “CasoleEventi”. Quella che firma e produce anche “Praesepivm”. Con il patrocinio del Comune.
Il pubblico si troverà al centro di un luogo arcano, tra rappresentazioni noir, singolari magie e rocambolesche azioni circensi. Gli spettatori non saranno obbligati a stare a sedere, ma si potranno muovere e decidere da che punto di vista vogliono seguire i tanti momenti in scaletta.
Al centro di “Borgo Nero” ci sarà lo spettacolo di teatro di strada “Zoé” Il principio della vita del Piccolo Nuovo Teatro. Una rappresentazione con trampoli, fuoco, musica ed effetti pirotecnici che si svolgerà in Piazza della Libertà. Questo sarà il gran finale di un percorso teatrale che partirà dal Palazzo Comunale svolgendosi su più palcoscenici naturali offerti dalla geometria del centro storico di Casole. Ad illuminare i passi del pubblico ci saranno tante candele, unica guida verso una probabile via della luce. Ma questo sarà tutto da scoprire.
Un viaggio nell’oscurità che sarà accompagnato anche da “Kalofen” con i propri spettacoli itineranti, dai personaggi inediti del Minotauro e della Mietitrice, da Gli Inquisitori, dalla Compagnia Teatrale “Campana” e dai danzatori di Dance Group 2000.
Zoé sarà la protagonista indiscussa di una serata piena di sipari che si aprono e si chiudono di continuo. Si tratta di una bella fanciulla che si muove su un cavallo bianco. L’apparenza può ingannare, perché viene additata come strega e fattucchiera. Riuscirà a percorrere le vie del paese passando attraverso l'oscurità dei luoghi. Incontrerà creature mostruose fino ad arrivare al compimento di una danza macabra intorno al cimitero delle anime perdute. Sarà l’incontro ravvicinato con la morte, anticamera del rogo su cui lei stessa morirà.
Lo spettacolo “Zoé”, ovvero “Vita” in greco antico, sarà il momento clou di “Borgo Nero”. Uno spazio scenico che si pone alla fine della oscura strada che attraversa tutte le componenti dell’articolata rappresentazione. Una sorta di risoluzione, forse, ai tanti misteri che accompagneranno il pubblico in questo lungo percorso. Un copione basato sul rapporto tra l’uomo e la natura, realizzato attraverso scene poetiche, alternate però a momenti d’intensa drammaticità, in linea con lo spirito noir di “Borgo Nero”. Il tutto, messo in scena come spettacolo di teatro di strada con trampoli attraverso l’uso di costumi di scena, fuoco, luci ed effetti pirotecnici. In un mondo in cui le lotte etniche e culturali sembrano sopraffarci provocando un vortice di follia generale, la Compagnia ha sentito forte l’esigenza di raccontare un sentimento capace di contrastarle: l’amore. L’amore di una madre per sua figlia, l’amore di una dea per le sue creature, l’amore di un dio per una fanciulla destinata a far prosperare l’umanità. Un intreccio di amori che proverà a trarre tutti in salvo fuori dal buio ponendo al centro di tutto un’origine fondamentale per tutti: la vita e la sua essenza.
Istruzioni per un buon uso di “Borgo Nero”
Biglietto di ingresso: intero 10 euro, bambini sotto 6 anni gratis, bambini dai 6 a 12 anni 5 euro.
Sito web: www.casoleventi.it - Numero telefonico per informazioni: 3398596854 - E-mail: casoleventi@libero.it
Prevendita: ufficio turistico Casole d'Elsa uff_turistico@casole.it, telefono 0577948705
Biglietteria all'ingresso aperta da mezz'ora prima dell'apertura dei cancelli - Parcheggi: gratuiti


Nicoletta Curradi 

venerdì 6 luglio 2018

Prosegue la 6/a edizione di Orizzonti Verticali a San Gimignano


Continua con successo tra le torri di San Gimignano l'edizione 2018 si Orizzonti Verticali, che sta riservando al pubblico molte interessanti sorprese.

Il 5 luglio, terza giornata  si è tenuto nel cortile del Palazzo Comunale l'incontro quotidiano basato sul confronto generazionale. Il tema era la danza Futurista in Italia e la presentazione del Progetto RIC.CI  danze, voci, suoni del Futurismo italiano. 
Hanno partecipato Silvana Barbarini, coreografa, Emanuele De Checco, direttore del coro. 

 Ha coordinato Silvia Coggiola
nell'ambito del progetto RIC.CI - Reconstruction Italian Contemporary Choreography anni 80/90, ideato e diretto da Marinella Guatterini.  



I componenti del corpo di ballo hanno raccontato le loro impressioni e difficoltà nel mettere in scena lo spettacolo Uccidiamo il chiaro di luna, messo in scena nelle tre piazze principali di San Gimignano., Cisterna, Duomo, Erbe. 



Le maggiori difficoltà si sono presentate nel meccanizzarsi nel gesto e nel ritmo. Il corpo diventa macchina. E' stato un lavoro di forza precisione energia, ma è stato bello starci dentro. Le prime prove hanno messo in corpo la necessità di adeguarsi alla regolarità. Il corpo si è aperto di più verso l'esterno, verso il pubblico. Lo spettacolo è uscito dall'ambito scolastico ed è stato prodotto in varie occasioni.


Queste danze hanno debuttato
alla Scuola Paolo Grassi, nel 1997, per l’allora Atelier e oggi Corso di Teatrodanza.

Silvana Barbarini è stata allieva di Giannina Censi, l’unica danzatrice futurista scoperta da Filippo Tommaso Marinetti, quando, appena sedicenne, danzava i versi del poeta comasco Escodamè e del “parolibero” Gioia e nel 1931 la Sinfonia aerea del compositore Pick Mangiagalli. In lei – ex ballerina sulle punte, stanca dell’Accademia – Marinetti intravvide subito l’ideale corpo della sua Danza dell’aviatrice, uno dei tre mini-balletti inseriti nel Manifesto della danza futurista (1917).
Nel novembre 1931, durante l’inaugurazione della Mostra di aeropittura e scenografia futurista alla Galleria Lino Pesaro di Milano, la Censi si esibì in un alluminico costume “balneare futurista”, firmato da Enrico Prampolini, mentre, dietro le quinte Marinetti declamava il suo A mille metri su Adrianopoli bombardata e Serie di seconde parti di immagini aviatorie. Fu uno shock per il pubblico e per la critica che reagirono lanciando ortaggi e improperi, e l’aerodanza, idea originalissima del Futurismo, non ebbe seguito se non nel 1979 allorché la Barbarini, con Alessandra Manari (altra giovanissima allieva della Censi) decisero di ricomporre liberamente l’esperienza della loro insegnante, sotto i suoi occhi vigili. Nacque un evento importante nella storia della danza contemporanea italiana: SiioVlummia-Torrente. Da allora una serie di nuovi spettacoli neofuturisti, ispirati a materiali storici di poeti, artisti visivi e musicisti del movimento marinettiano, furono allestiti ancora dalla Barbarini.


Venerdì 6 luglio per la quarta giornata del festival diretto da Tuccio Guicciardini e Patrizia de Bari è in programma per la danza Opus Ballet e Compagnia Giardino Chiuso che debuttano in prima nazionale con lo studio breve di “Protopinocchio”, per la drammaturgia di Tuccio Guicciardini e la coreografia di Patrizia de Bari (ore 22.30, Piazza S. Agostino). Per il teatro Valentina Banci in scena con “MedeAssolo. S-concert” da Seneca (ore 21, Rocca di Montestaffoli). Luca Scarlini, ospite fisso del festival, propone in questa edizione una performance dal titolo “La logica dell’equilibrio. Un racconto per Filippino Lippi alla Pinacoteca di San Gimignano” (18.30, Pinacoteca Comunale, Piazza Duomo). Nel pomeriggio si terrà un nuovo incontro tra artisti, operatori culturali, critici e pubblico del ciclo “Generazioni a confronto” (ore 17, Cortile del Palazzo Comunale, Piazza Duomo)
Alle 17 (cortile del Palazzo Comunale, Piazza Duomo) si terrà il terzo degli incontri dal titolo “Generazioni a confronto”, condotto dal critico Emilio Nigro.
Alle 18.30 (Pinacoteca Comunale, Piazza Duomo) Luca Scarlini, ospite fisso di OV, presenta la sua perfomance dal titolo “La logica dell’equilibrio. Un racconto per Filippino Lippi alla Pinacoteca di San Gimignano”. Scarlini, saggista, drammaturgo e storyteller in scena, ha accompagnato, con i suoi racconti inediti, il pubblico delle varie edizioni del Festival Orizzonti Verticali in un coinvolgente viaggio alla scoperta degli artisti che, nel corso dei secoli, hanno contribuito con le loro opere alla ricchezza del patrimonio artistico e culturale della città turrita (Maurits Cornelis Escher, Benozzo Gozzoli, Memmo di Filippuccio, Giovanni Antonio Bazzi). Creazione originale di e con Luca Scarlini, coproduzione Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali, Fondazione Fabbrica Europa.
Ale 21 (Rocca di Montestaffoli) Valentina Banci presenta lo spettacolo teatrale “MedeAssolo s-concert”, una creazione originale da Seneca, con Valentina Banci, traduzione Paolo Magelli, musiche Arturo Annecchino, in collaborazione con BAM Teatro. MedeAssolo ci racconta in forma di concerto lo s-concert(o) di una donna invasa dalle voci di dentro, in cerca di una pace che è ormai impossibile da raggiungere, tormentata come è dai fantasmi del passato.


Nicoletta Curradi

Foto di Fabrizio Del Bimbo

sabato 16 giugno 2018

Torna a splendere il pulpito di Nicola Pisano nel Duomo di Siena



Il 15 giugno nel Duomo di Siena, il rettore dell’Opera della Metropolitana, Gian Franco Indrizzi, ha presentato il restauro del Pulpito di Nicola Pisano.
Un complesso e articolato contratto, ancor oggi conservato, attesta che il 29 settembre 1265 l'Opera del Duomo di Siena commissionò a Nicola pisano l'esecuzione di un Pulpito marmoreo, che il grande architetto e scultore portò a termine nel giro di tre anni con l'aiuto del figlio Giovanni e degli allievi Arnolfo di Cambio e Lapo.
La monumentale struttura architettonica, interamente coperta di altorilievi scolpiti, fu sistemata nella zona destra dello spazio sottostante la cupola e qui rimase fino al 1506, quando fu totalmente smontata e rimase in attesa della collocazione attuale, che fu terminata nel 1543.
Nel momento più alto della sua attività, Nicola seppe concepire un formidabile capolavoro, che resta fra le maggiori creazioni artistiche del Duecento; un'opera che fu condizionante per generazioni di maestri dediti tanto alla scultura quanto alla pittura.
Oggi abbiamo la fortuna di avere ancora sostanzialmente conservato il Pulpito, nonostante alcune diminuzioni avvenute col rimontaggio cinquecentesco e a causa dell'invecchiamento secolare. Questa situazione rende unico il monumento senese rispetto a complessi analoghi come il Pulpito del Battistero di Pisa, compiuto dallo stesso Nicola nel 1259, e i Pulpiti di Giovanni pisano della chiesa di Sant'Andrea a Pistoia e del Duomo di Pisa, che invece sono stati completamente dilavati e si presentano con le nude e bianche superfici marmoree, come se fossero appena uscite dalle mani degli scultori.
Nel Pulpito di Siena, sotto la polvere e l'affumicamento delle candele votive, sono state recuperate tanto la patina generale quanto i resti delle colorazioni e delle dorature, che davano alle animate figurazioni una gradevole apparenza naturalistica. Le più cospicue testimonianze di queste indispensabili finiture cromatiche si trovano ovviamente nei sottosquadri delle figure scolpite e negli anfratti più profondi degli altorilievi, dove non ha potuto agire la lenta ma inesorabile consunzione dovuta a poco accorte manutenzioni.
L’intervento di restauro ha tenuto conto del fatto che il Pulpito duecentesco è stato in parte manomesso nel Cinquecento e col rimontaggio è stato dotato di un’elaborata scala in marmi, che s’avvolge a spirale sul pilastro prossimo al monumento di Nicola.
Questa situazione ha consigliato un attento studio di carattere archeologico della struttura architettonica così formata, che ha permesso di prendere cognizione del complesso intervento attuato con il progetto dell’architetto Baldassarre Peruzzi. Infatti, il complesso ha subito una riduzione dei rilievi istoriati, che sono stati amputati delle originarie incorniciature, e pure una manomissione delle sculture angolari, in origine immaginate con la tipica struttura delle Säulen Figuren, vale a dire le statue legate alle colonne, che sono tipiche della cattedrali gotiche d’oltralpe.
Per quanto riguarda l’operazione più importante e difficile della pulitura generale, è stato calibrato il grado, partendo dalla scelta più tenue, che è indicata dalla parte cinquecentesca della scala, dove si trovano rilievi scolpiti in basso rilievo, per imitare gli effetti delicati della glittica, vale a dire degli intagli su pietre preziose con tutte le tipiche gradazioni cromatiche di questi manufatti artistici.
Il restauro di questa complessa opera è stata un’impresa di estrema delicatezza e una sfida a stare al passo con i tempi, se non a superarli, con l’obiettivo di formare una documentazione che dà conto di quanto si è trovato, vale a dire che ha preso atto dello stato conservativo attuale, e ha creato un archivio informativo sul risultato dell’intervento. Per questi motivi si è ricorso a ogni tecnica tradizionale e all’avanguardia: dalle relazioni scritte, alle analisi chimiche delle materie, dalla lettura storica dell’architettura con le tecniche dell’archeologia stratigrafica alle elaborazioni grafiche, dalle riprese fotografiche professionali del visibile a quelle con i raggi ultravioletti, dalle riprese in fotogrammetria alla restituzione del complesso in 3D.
Questa iniziativa non solo si è proposta di assicurare conservazione al Pulpito, ma ha anche cercato di cogliere l’irripetibile occasione per imbastire su questo monumento uno studio globale e approfondito di carattere storico, architettonico e scientifico, che solo un restauro può fornire. L’impegno era di raggiungere un obiettivo finale degno di interesse e di rispetto, tenendo conto delle aspettative del mondo degli studi e del restauro e dell’attenzione del pubblico. A entrambi si è cercato di garantire la massima trasparenza e la più dettagliata informazione sull’intervento. Finite le operazioni di restauro vero e proprio sarà fornita una serie di elaborati sulle operazioni eseguite e una ricostruzione virtuale dell’aspetto originario del Pulpito.
Hanno dato e continueranno a fornire una fattiva collaborazione al restauro il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo ha svolto l’alta sorveglianza sull’intervento. L’Opera della Metropolitana di Siena, ente proprietario del Duomo, ha assicurato il sostanziale impegno economico per il restauro, con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e ha garantito la massima apertura a tutte le collaborazioni utili alla migliore riuscita dell’intervento.
Il restauro è stato eseguito dalla Ditta Nike di Gabriella Tonini e Louis D. Pierelli.
Le integrazioni dei vetri dipinti e dorati sono state eseguite da “La Diana” di Nenci e Pavolini.
Le integrazione dei marmi sono state eseguite dagli operatori del settore lapideo dell’Opera della Metropolitana (Giancarlo Casini, Andrea Galgani, Serena Bianchi).
La ricerca archeologica, il rilievo 3d, il rilievo fotografico metrico e la documentazione fotografica sono stati a cura di Dedalo s.a.s. di Nadia Montevecchi e Andrea Sbardellati e di Studio Cinelli di Luca e Giovanni Cinelli; con il patrocinio di Leika Geosystem, Italia, ed Hexagon Metrology per la strumentazione tecnica di rilievo. Le Le ricerche petrografiche e chimiche dei materiali sono state coordinate da Marco Giamello
Le riprese video della rilevazione scientifica sono state eseguite da Moviement HD di Riccardo Domenichini.
La documentazione fotografica della fasi del restauro sono state eseguite da Fabio e Andrea Lensini.
Tommaso Capecchi ha creato un documentario storico artistico.
sull’opera e il suo restauro.

Nicoletta Curradi

lunedì 11 giugno 2018

Locman presenta Tremila, energia e tecnica al polso



Per un’estate da vivere al sole, tra le onde e con il sale sulla pelle, LOCMAN lancia Tremila, una collezione che festeggia i colori e la gioia di vivere, senza rinunciare alla tecnologia più avanzata.Modello storico della casa orologiera con sede all’Isola d’Elba, Tremila fu pro-posto per la prima volta nel 2006 e grazie al design unico e all’avanguardia con-quistò il vastissimo pubblico degli appassionati di sport estremi e outdoor.  Nel 2018 il modello è stato completamente rinnovato, a partire dalla progettazione della cassa e dei movimenti, e declinato in anteprima nella collezione DUCATI Limited Edition, linea nata da una partnership con la casa motociclistica di Borgo Panigale.Oggi, a Pitti Immagine Uomo 94, LOCMAN presenta la nuova collezione Tre-mila, resa ancor più vivace dai colori accesi delle finiture del quadrante e dei morbidissimi cinturini in silicone ipoallergenico, con tonalità che vanno dal verde fluo, al blu, giallo fino al tipico arancione LOCMAN. La cassa bombata a forma tonneau, in acciaio satinato con dettagli lucidi oppure in acciaio satinato con ri-vestimento in pvd nero o blu, è impermeabile fino a 100 metri e racchiude un mo-vimento meccanico automatico elaborato S.I.O. (Scuola Italiana di Orologeria), reso visibile da un oblò di cristallo sul fondo in titanio, oppure un meccanismo cronografo o solo tempo al quarzo. La referenza Tremila Automatic si abbina a un cinturino color grigio fumo di Londra, tinta più sobria rispetto ai cinturini delle altre varianti.
Appuntamento a Pitti Uomo 94.

Nicoletta Curradi

venerdì 13 aprile 2018

Cibo in scena dal 1600 alla fotografia all'Accademia Carrara di Bergamo









Cibo e arte sono stati spesso al centro di eventi organizzati dal Premio Italia a Tavola. A Bergamo, dè stata inaugurata il 7 aprile la mostra “Il Cibo in scena” che rimarrà in allestimento all'Accademia Carrara fino al prossimo 2 maggio. Il taglio del nastro alla storica sede museale è avvenuto alla presenza dell’assessore alla Cultura del comune, Nadia Ghisalberti, dei curatori della mostra, il critico d’arte Enrico De Pascale e la giornalista e storica Silvia Tropea Montagnosi, del direttore di Italia a Tavola, Alberto Lupini, e dei tanti ospiti della manifestazione, personaggi premiati dal sondaggio e protagonisti del mondo della ristorazione e dell’accoglienza. A fare da guida tra i quadri esposti, la direttrice dell’Accademia Carrara, Maria Cristina Rodeschini. Prima di entrare in Accademia è stato possibile ascoltare la performance musicale di Dudu Kouate, musicista senegalese, che ha dato vita alle pentole di rame facendole "suonare" con melodie a tratti ipnotizzanti.
  Al centro della mostra di Bergamo tre opere: la prima, simbolo ispiratrice, è il dipinto di Evaristo Baschenis “Cucina con rami e fantesca” (1660 circa), che raffigura una cucina con un tavolo su cui sono accatastate delle lucidissime pentole in rame. Gli altri dipinti sono: “Il mercato del pesce” di Giacomo Legi (o Liegi), del 1630 e la “Natura morta con paiolo, vasetto, verza, granchio, funghi e cipolle” di Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto,  databile intorno al 1740.
Ma è il quadro di Baschenis a polarizzare l’attenzione per la splendida luminosità delle pentole e dei bacili in rame posati su un tavolo al centro di una grande cucina. Di lato, decisamente in secondo piano, c’è la fantesca intenta a lucidare uno spiedo, con aria assente, come spesso avviene nelle azioni ripetitive. E sembra anche che con lo stesso straccio la donna abbia finito da poco di lucidare le pentole e i tegami, messi capovolti ad asciugare sul tavolo. Era probabilmente la vera fantesca del pittore, sacerdote, che viveva solo, e sono pochissimi i dipinti dell’artista con una figura umana, come ha detto Enrico De Pascale. L’artista infatti, considerato il precursore del genere delle nature morte, raffigurava oggetti, soprattutto strumenti musicali, di cui sarebbe stato collezionista. 
Fu il Caravaggio ad inaugurare il genere delle nature morte, con la sua “Canestra di frutta”. Solo allora fu coniato il termine “Still Leben”, letteralmente “vita ferma” poi cambiato in natura morta. Così come alle opere di Evaristo Baschenis a tema musicale esposte in passato ad una mostra al Metropolitan di New York furono affiancati strumenti musicali, davanti a questa dell’Accademia è stato posto un tavolo con accatastate pentole, bacili tortiere e leccarde di rame della stessa epoca appartenenti a collezioni di privati, come in un gioco di specchi.

Sono stati inoltre premiati i vincitori del concorso fotografico “La cucina e il cibo simboli di accoglienza”, ideato da Italia a Tavola in occasione di questa ultima edizione del Premio. Le tre foto sono state scelte dalla giuria che le ha selezionate tra le numerose giunte da tutta Italia. I vincitori sono; Brigida Tullo, Pietro Amendolara e Riccardo Moretti.


Il Premio Italia a Tavola è stato patrocinato da Regione Lombardia, Comune di Bergamo, Camera di Commercio di Bergamo, Università degli Studi di Bergamo e L'Eco di Bergamo; a fare da main sponsor invece Consorzio Grana Padano, Trentodoc, Consorzio Mozzarella di Bufala campana Dop e Pentole Agnelli.

Nicoletta Curradi 

La Galleria Il Ponte celebra Mauro Staccioli




La galleria Il Ponte presenta una mostra monografica dedicata allo scultore  Mauro Staccioli. Lo   spazio sarà allestito con alcune opere dal 1969 al 2009 e una sintetica selezione di materiali che ne accompagnano il percorso ideativo. “Mauro Staccioli lavora seguendo un procedimento peculiare che risponde all’esigenza fondante del  : leggere il luogo alla luce della storia e lasciare un segno indicativo sulla scorta di questa lettura.Una scelta consapevole si va definendo nell’artista alla fine degli anni ’60: politicamente impegnato, sentel’arte come una risposta doverosa all’esserci, un lavoro partecipe del dibattito. La sua sensibilità all’ambiente storico-sociale emerge a Volterra nel 1972: il luogo, lo spazio urbano, l’edificio, la natura, hanno una propria storia, un proprio respiro, recano le impronte di vicende antiche o di situazioni socio-ambientali. Pochi annidopo, Staccioli darà alla sua mostra nel castello di Vigevano (1977) il titolo emblematico di   Lettura di un ambiente. L’artista ‘legge’ il sito prima di porvi un segno, commisurato non soltanto allo spazio, ma alla presenza dell’uomo.Un lavoro intenso e invisibile precede la scultura di Staccioli, perfetta sintesi poetica di ritmo e misura in relazione con il luogo. I materiali raccolti nello studio-archivio in 40 anni di lavoro, nel testimoniare un'attività intensa offrono le chiavi di lettura del suo percorso ideativo. […] Un percorso intellettuale complesso, molto vicino a quello di un architetto: sin dal primo contatto con il luogo, la sua storia, le sue tracce, fissati in una campagna fotografica, annotati nei taccuini, documenti essenziali per le considerazioni d’impatto e le prime forme   ideate   in   situ.   A   questo   punto   l’immaginazione   dell’artista   può   librarsi   a   partire   da   un   terreno progettuale ben definito, il più possibile fedele alla realtà storico-ambientale del luogo.” Maria Laura Gelmini, Mauro Staccioli, All’origine del fare/At the roots of sculpting, Corraini Edizioni, Mantova 2008.

11 maggio 2018 - 27 luglio 2018

Nicoletta Curradi



Le meravigliose visioni di Man Ray a San Gimignano

Sperimentare, reinventare, trasformare la fotografia in “fotografia d’affezione”, trasfigurando i soggetti e caricando nudi, autoritratti, nature morte, di un senso proprio, imprevisto ed inatteso.
La missione di Man Ray è stata forse quella di rendere ogni immagine come un enigma, quasi a suggerire come nel reale, anche il più abituale, sia celato un mistero. E così lo sguardo, che si fa incantato, è in grado di svelare un punto di domanda sul corpo, sul volto, sul braccio su cui si posano abiti, cappelli, accessori. 



Ed è sempre lo sguardo a trasformare il tutto in quelle “meravigliose visioni” che costituiscono il filo conduttore della mostra Man Ray. Wonderful visions, dall’8 aprile al 7 ottobre alla Galleria d’arte Moderna e Contemporanea "Raffaele de Grada" di San Gimignano.

Oltre cento immagini consentono al visitatore di sfogliare il lavoro fotografico di uno dei maestri più significativi del XX secolo, l’artista dadaista e surrealista di Filadelfia che ha reinventato il fotogramma, ribattezzandolo rayograph, e la solarizzazione attraverso la quale ha restituito l’aura a corpi e ritratti.

“Ho tentato di cogliere le visioni che il crepuscolo o la luce troppo viva, o la loro fugacità, o la lentezza del nostro apparato oculare sottraggono ai nostri sensi. Sono rimasto sempre stupito, spesso incantato, talvolta letteralmente ‘rapito’” scriveva il fotografo amico di Duchamp e autore di film d’avanguardia.

Le oltre cento immagini fotografiche sono esposte a comporre un unico percorso unitario e, disposte in ordine cronologico, rimandano a quell’unico sguardo da cui nascono realmente, piuttosto che ai generi e alle funzioni.

Come scrive Elio Grazioli, curatore della mostra, «L’affezione è ciò che crea il mistero, è il sentimento segreto che resta enigmatico al di là dello svelamento simbolico, è una dimensione privata in più di cui si carica l’oggetto, fotografia compresa, e lo sguardo, che si fa ‘incantato’».

Fabrizio Del Bimbo


lunedì 12 marzo 2018

A Pitti Taste 2018 Ursini dall'Abruzzo

L'azienda Ursini si trova a Fossacesia, nel cuore dell’Abruzzo, regione verde d’Europa in cui si trovano tre parchi nazionali e l’incantevole Costa dei Trabocchi. Una terra meravigliosa vocata da sempre alla coltivazione dell’olivo, in cui la qualità della vita e gli antichi valori non ammettono compromessi, esattamente come la produzione Ursini. L’autentica eccellenza per noi passa solo da un impegno diretto e personale, non delegato a terzi. Oliveti diretti, frantoio di proprietà, cucina-laboratorio interni e distribuzione controllata direttamente sono i passaggi dell’intera filiera. Offrire il miglior prodotto è un impegno che assumiamo nel rispetto delle nostre radici e del grande patriarca, quel secolare olivo del ‘700 che ci osserva fiero dal giardino dell’Abbazia di San Giovanni in Venere.  Tra i prodotti Ursini si annoverano grandi oli d'oliva, olive, sughi e pestati, tutti di grande qualità. 


Ursini ha presentato in occasione di Pitti Taste 13/a edizione i nuovi packaging dei suoi sughi. 




Nicoletta Curradi 

sabato 24 febbraio 2018

Il programma del 24 febbraio di Balkan Florence Express


 Balkan Florence Express
Sabato 24 Febbraio, Cinema La Compagnia, Firenze


• Matinée per le scuole con Ethnophobia, cortometraggio d’animazione e
The Frog di Elmir Jukić (dalle 09.30);
• In programma 4 anteprime italiane: di When Pigs Come, della regista
serba Biljiana Tutorov, ospite in sala; la commedia Ministry of Love, del
regista croato Pavo Marinkovic;
Three Days in September, film
considerato il “Thelma & Louise in salsa macedone”, di Darijan Pejovski e
Requiem for Mrs. J, del serbo Bojan Vuletic
• Alle ore 20.00 la consegna dei premi 'Balkan Florence Bridges Awards',
prima edizione, ai registi delle sezioni documentario e fiction per la
valorizzazione del tema dei diritti umani
Terza giornata del Balkan Florence Express, Sabato 24 febbraio, al Cinema La Compagnia di Firenze.



Matinées per le scuole
Vengono riproposte le proiezioni dedicate ai ragazzi: alle 09.30, Ethnophobia, di Joan Zhonga, giovanissimo e promettente regista albanese che ha realizzato un corto d’animazione con la tecnica stop-motion, assoluta novità dell’edizione 2018 del festival. Il film è una storia allegorica di popoli di diversi colori che racconta la continua tensione tra accoglienza e rifiuto del diverso.
A seguire, alle 10:00, presentato in anteprima italiana durante il festival, The Frog di Elmir Jukić il racconto dei traumi di un ex soldato, Zeko, e della sua difficoltà nel lasciarsi un cruento passato alle spalle. Il film, proiettato al Sarajevo Film Festival 2017, rappresenta la quotidianità di molti bosniaci di oggi che vivono ancora in uno stato mentale post- traumatico

Programma di film pomeridiano e serale
Alle 16, l’anteprima italiana di Ministry of Love, del regista croato Pavo Marinkovic, la storia di un amore un po’ tormentato tra una vedova di guerra e il funzionario ministeriale incaricato di denunciarne la percezione illegale della pensione del defunto marito.
I ragazzi dell’Istituto Cicognini di Prato hanno curato la traduzione di questa commedia come parte integrante di un percorso di alternanza scuola-lavoro.
Alle 18, Pink Elephant, cortometraggio che racconta con intelligenza la storia di un padre, di una figlia e degli scheletri nell’armadio di entrambi.
Alle 18:30 spazio a When Pigs Come, della regista serba Biljana Tudorov, presente in sala. La storia di Dragoslava e della sua vita quotidiana, alle prese con le tante contraddizioni del suo paese. Anteprima italiana
Dopo la consegna dei Balkan Florence Bridges Awards, novità di questa edizione per premiare i registi che più di altri hanno saputo valorizzare l’aspetto dei diritti umani nelle loro pellicole (sia per la categoria documentari che per le fiction), altre due anteprime italiane:
Alle 20:30 Three Days in September, alla presenza del regista macedone Darijan
Pejovski: la storia di due ragazze diversissime tra loro e del passato che entrambe cercano, per ragioni diverse, di dimenticare; le due donne si incontrano su un treno e affronteranno
insieme un viaggio che le costringerà a fare i conti con i segreti e le intenzioni che ognuna nasconde all’altra.
alle 22:30 Requiem for Mrs.J, del serbo Bojan Vuletic, una commedia noir sulla difficoltà di vivere, ma anche morire, in un paese che, negli ultimi vent’anni, non è riuscito mai ad uscire dalla transizione post-bellica.

Biglietti
Intero: euro 5; ridotto cartolina: euro 4
Giornaliero: euro 10
Abbonamento completo: euro 30


Nicoletta Curradi
Fabrizio Del Bimbo

venerdì 23 febbraio 2018

Il Segno dell'Avanguardia. I Futuristi e l’incisione, una mostra alla Fondazione Ragghianti a Lucca






E' visitabile fino al 15 aprile 2018  presso la Fondazione Ragghianti un'interessante mostra dedicata ai Futuristi e all'incisione, che apre la stagione espositiva 2018 della Fondazione. Sembrano entità apparentemente in contrasto, il dinamismo futurista e la lentezza dell'arte grafica, temi precocemente affrontati da Ragghianti. Invece sono tante le opere incisorie  realizzate in epoca futurista e questa mostra è sicuramente la prima in assoluto allestita su questo argomento, proponendosi  appunto come occasione di studio, mai prima d’ora affrontato, su un aspetto meno noto, ma importante, dei primi decenni del Novecento italiano.

Il Futurismo, ultima corrente italiana che abbia fortemente condizionato l’arte europea, costituendo la spina dorsale di molte avanguardie, è esaltazione della modernità e della tecnica attraverso l’adozione di scelte formali anti-accademiche, in forte polemica con ogni tradizionalismo, in tutti i campi dell’espressione artistica. La mostra analizza con un’ampia scelta di materiali, all’interno del Futurismo, la stampa incisa, fino ad oggi sottovalutata.

Sebbene tra i numerosi "manifesti"  redatti come proclami e in tono reclamistico, ne manchi uno intitolato L’incisione futurista, è innegabile che l’analisi di questo copioso numero di fogli incisi e stampati direttamente dalle matrici (si sono escluse, in questo contesto, tutte le tecniche di riproduzione meccanica) possa essere finalmente un momento per comprendere quanto fossero diffuse tra i futuristi le pratiche incisorie. Soprattutto quelle della xilografia e della linoleumgrafia, tecniche che, nella loro immediatezza e nell’uso di materiali sintetici, semplici da incidere, rispettavano e anzi esaltavano i princìpi stessi della modernità.



La rassegna si completa con le opere grafiche di incisori che parteciparono al movimento futurista anche soltanto per una brevissima stagione o che condivisero con i suoi protagonisti le sale di un’esposizione d’avanguardia, come nel caso di Lorenzo Viani.

Tre sono le aree tematiche della mostra che tengono conto della sequenza cronologica del fenomeno.

Con la mostra ed il relativo catalogo edito da SilvanaEditoriale si intende delineare un panorama il più vasto possibile che comprenda i precedenti storici e le ultime propaggini dell'attività grafica degli artisti coinvolti, coprendo un arco cronologico che va dal Simbolismo della fine del XIX secolo fino al 1944, anno della scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo nel 1909.


Informazioni: http://www.fondazioneragghianti.it
Orario: 10-13 /15-19.  Lunedì chiuso


Fabrizio Del Bimbo